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Santuario della Beata Vergine dell'Olmo

Situata ad est dell'abitato di Montecchio Emilia.

L'elegante facciata facciata settecentesca è orientata liturgicamente, tripartita ed adornata con lesene. Sul portale timpanato si apre un rosone con vetrata moderna. Sono presenti motivi decorativi in laterizio e fasce ad archetti ciechi. Il cornicione è sormontato da acroteri con elemento piramidale, sfera e croce in vertice.

I prospetti laterali sono suddivisi in due parti corrispondenti, l'inferiore alle cappelle e la superiore allo sviluppo in alzato della navata; la prima è caratterizzata da una serie di finestre  strombate, scandite dalla ripartizione delle lesene, la superiore dalla sequanza delle lesene, dalle archeggiature e da rosoni.

Il campanile a cuspide, alto oltre 40 metri, che si eleva sul fianco posteriore ed è unito all'abside coperta da un edificio adiacente, presenta una interessante struttura barocca.

L'interno è a navata unica, ai cui lati si aprono quattro cappelle per parte con dipinti e affreschi settecenteschi e ottocenteschi. Sopra di esse si trova un loggiato, tra i cui archetti e le cappelle stesse si aprono nicchie circolari con busti.

Nella nicchia lungo la doppia scalinata che conduce alla venerazione della Madonna si trova la statua della Madonna con Bambino in legno: secondo la tradizione la reliquia su cui essa è poggiata sarebbe un pezzo dell'Olmo Sacro su cui apparve la Vergine al soldato caduto da cavallo e rimasto incolume. Sul luogo dell'apparizione fu eretta una cappella nel 1487, meta di pellegrinaggi e di grazie ancor oggi documentate da immagini e reliquie.il Convento qui fondato dai Padri dell'ordine dei Servi di Maria fu incendiato nel 1558 da tedeschi e spagnoli assoldati dal Duca Ottavio Farnese che aveva occupato Montecchio, ma con la restituzione del paese,  l'oratorio venne rifabbricato. Nel 1683 il Priore iniziò la trasformazione dell'oratorio in una chiesa, ma i lavori furono interrotti dalla guerra tra franco/spagnoli e imperiali. Il convento fu poi adibito ad ospedale civile e successivamente a caserma della Guardia di Finanza fino al 1843, quando il duca Francesco IV d'Este destinò santuario e convento alla Congregazione dei Redentoristi. Nel 1884, nel IV centenario dell'Apparizione, un apposito comitato volle compiere l'opera sotto la direzione dell'architetto Pio Casoli.Nel 1887 le monache di clausura dell'ordine dei Servi di Maria presero definitivamente possesso del monastero, curando anche le sorti del Santuario.

immagine google street view

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Ultimo aggiornamento

09-11-2022 17:11

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