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EMERGENZA IDRICA E INVASO NELL'ENZA

Abbiamo letto con grande attenzione l’intervista rilasciata dall’assessore Mammi in merito all’emergenza idrica in Val d’Enza. Ne condividiamo analisi, contenuti, obiettivi e strategie. Abbiamo apprezzato la presa di posizione chiara e coerente con il percorso che abbiamo avviato da anni, che la Regione ha condiviso e recepito e che sta portando avanti senza tentennamenti grazie ad una preziosa sinergia tra assessorati all’Ambiente e all’Agricoltura.

Ricordiamo molto bene da dove siamo partiti, proprio qui in Val d’Enza, recependo, come Amministratori, il grido di allarme da parte degli agricoltori, delle associazioni agricole, dei consorzi irrigui e non solo. Una necessità, un problema che richiedeva una soluzione non più rinviabile, anche alla luce dei ben noti cambiamenti climatici. E’ necessario, dopo anni di chiacchiere e rinvii, un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti, per arrivare finalmente ad indicare con chiarezza soluzioni concrete supportate da analisi tecniche, qualificate ed oggettive.

Così è stato: abbiamo intrapreso con determinazione, senza fermarci di fronte ai primi ostacoli, un cammino che, grazie ad un bel gioco di squadra fra Comuni, Provincia, Regione e al coinvolgimento di vari portatori di interesse, sta andando nella direzione auspicata.

Siamo di fronte ad un’opportunità storica che consente di dare prospettive e sostenibilità ad una vocazione strategica identitaria del nostro territorio. Un piano concreto di interventi, tra cui anche la realizzazione di un invaso a monte, per affrontare in maniera efficace e duratura il problema dell’emergenza idrica nella nostra vallata ed anche necessario per regolare gli effetti delle piene.

Anche il recente riconoscimento che ha visto l’iscrizione al Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, delle pratiche agricole e delle conoscenze tradizionali, del Paesaggio rurale storico delle praterie e dei canali irrigui della Val d'Enza, ha confermato lo straordinario, unico, valore storico e ambientale dei prati stabili, determinanti per la nostra agricoltura e, in particolare, per la produzione del Parmigiano-Reggiano. Ha confermato quanto la qualità e quantità di acqua siano fondamentali in questo paesaggio tipico.

E’ necessario, come sosteniamo fin dall’inizio, evitare approcci ideologici, da una parte e dall’altra, che avrebbero l’unica conseguenza di mettere a rischio il buon esito dell’impegno che ci siamo assunti e del lavoro che stiamo portando avanti.

Non si tratta di mettere la propria bandierina su un obiettivo. Quello che è in gioco è il futuro di un patrimonio non solo economico e produttivo, ma storico, ambientale, di conoscenze e competenze, che è parte integrante della tradizione millenaria del nostro territorio.

Entro l’autunno sarà presentato lo studio di fattibilità in merito alla progettazione dell’invaso: un passaggio fondamentale che completa gli altri interventi, tra cui, in particolare, il recupero della dispersione, richiamati dall’Assessore Mammi per garantire il fabbisogno idrico.

Continueremo con forza il nostro cammino, facendo la nostra parte affinchè si arrivi a dare piena e concreta attuazione a quanto concordato e agli impegni assunti.

 

I SINDACI DELLA VAL D’ENZA

Comuni di Bibbiano, Campegine, Canossa, Cavriago, Gattatico, Montecchio Emilia, San Polo d’Enza, Sant’Ilario d’Enza



immagine wikimedia commons

Ultimo aggiornamento

30-08-2022 17:08

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